Per ogni problema c’è … un progetto

Se pensiamo ad un progetto, automaticamente escludiamo la possibilità di lamentarci del problema o di dare la colpa a qualcun altro.

 

Innanzitutto vorrei sfatare il mito che per ogni problema c’è sempre una soluzione. Non è detto. Noi in studio preferiamo pensare che per ogni problema ci sia un progetto. Grazie a questo progetto possiamo andare immediatamente oltre il problema e comprendere come la sua soluzione a volte sia scontata, a volte sia impegnativa. Addirittura a volte non c’è una reale soluzione ma rimane sempre la possibilità di affrontare il problema da un’altra angolazione.

A questo punto le cose cambiano perché se uno ci chiedesse quanti problemi abbiamo nella nostra vita noi potremmo rispondergli di non averne affatto! Ma di avere un sacco di progetti. La parola progetto deriva dal latino “pro jectus” che chiaramente ci invita ad andare oltre il problema. Andando oltre il problema, ci accorgiamo di essere noi per primi parte del problema e addirittura di esserne causa. Questa è principalmente la scoperta che ci troviamo di fronte quando decidiamo di affrontare i problemi con dei progetti.

Inoltre se pensiamo ad un progetto, automaticamente escludiamo la possibilità di lamentarci del problema o di dare la colpa a qualcun altro o di assegnare qualche critica a chi quel problema non l’ha risolto al posto nostro. In altre parole diventiamo causa di quello che facciamo e non ci lasciamo trascinare dal problema stesso nel vortice della lamentela continua che, potrà dare qualche soddisfazione immediata, ma di sicuro non porterà a nessuna soluzione del problema stesso.

L’ultimo punto che vorrei affrontare è proprio quello che riguarda la quantità di energia che impieghiamo, (e sprechiamo,) quando pensiamo ad una soluzione, (senza affrontare un progetto), e cerchiamo in tutti i modi le prove per dare ragione a quello che abbiamo pensato. Questo atteggiamento è molto pericoloso perché potrebbe portarci a creare delle storture, a piegare le regole pur di avere ragione sulla soluzione che abbiamo pensato. La pericolosità deriva dal fatto che il nostro cervello, una volta installato il pensiero della soluzione, procede in automatico a cercare le prove che ha ragione, facendoci comportare, a volte, in un modo che a noi stessi non piacerebbe se avessimo la possibilità di osservare la faccenda da un’altra angolazione.

In molti casi poi, la soluzione non si trova perché non siamo riusciti a capire di fronte a quale problema ci troviamo. Ma di questo tipo di problema scriverò un’altra volta…

 

Michele Rossini

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