Pubblicità nel dentale? No grazie, anzi sì…meglio di no

Negli studi in cui siamo cresciuti è importante ciò che si è e questo, di per sé, è un vantaggio competitivo enorme rispetto alle grosse catene.

Sto lavorando e ascolto alla radio la pubblicità dell’ennesima catena di centri dentistici. Certo non è la prima e non sarà nemmeno l’ultima. Oggi va così. Di solito non ci faccio caso e non ci bado ma, proprio in quei giorni, stavo completando le lezioni per il corso di educazione di impresa per i dentisti e la mia mente ha cominciato a macinare una serie di pensieri che ho voluto scrivere.

Non ho nulla contro la pubblicità che ritengo essere fondamentale per permettere al consumatore di un bene o di un servizio di scegliere il bene o il servizio migliore per le sue necessità. Non ho nulla contro la pubblicità in campo sanitario, con regole corrette e controllate. La pubblicità in generale, sembra scontato, non deve essere ingannevole e, a maggior ragione, non lo deve essere quando riguarda la salute delle persone.

Tuttavia penso che la pubblicità con messaggi indistinti e legata alle regole generali e conosciute degli spot televisivi o radiofonici non è utile per gli studi dentistici che siamo abituati a conoscere; ci sono le catene che si chiamano sempre Dental qualcosa e che hanno bisogno di pubblicizzare quante cliniche hanno, (meglio se alcune decine o centinaia), quante offerte fanno, (sempre super vantaggiose e imperdibili, ci manca solo il 3X2), e quanto sono moderne e tecnologiche, (sempre all’avanguardia ma non si sa bene rispetto a cosa).

Ci sono dall’ altra parte gli studi che si chiamano con un nome e un cognome o che hanno un volto vero e non un testimonial o una foto presa da archivi sul web, per intenderci, e che non hanno bisogno di aggiungere nulla con un messaggio pubblicitario perché per questi studi è importante quello che SONO e non quello che FANNO, che è scontato. Con un messaggio pubblicitario di pochi secondi puoi raccontare quello che fai e puoi dire che lo fai meglio, più veloce, in modo più conveniente ma ci sarà sempre qualcuno che potrà pubblicizzare di farlo meglio, più veloce e in modo più conveniente!

Negli studi in cui siamo cresciuti è importante ciò che si è e questo, di per sé, è un vantaggio competitivo enorme rispetto alle grosse catene che ormai sono paragonabili alle industrie più che alle semplici imprese. Quando, piccoli professionisti/imprenditori, abbiamo “ascoltato” la richiesta di salute della bocca presente nella società che ci circonda, abbiamo alzato la mano e abbiamo urlato a gran voce che noi eravamo disposti ad investire il più grande capitale a nostra disposizione per rispondere a quel bisogno: la nostra vita.

Tutto quello che siamo, la nostra identità, è presente nei nostri studi, si legge in faccia ai nostri collaboratori e alle nostre segretarie e assistenti. Dalla nostra identità e dalla nostra mission deriva quello che facciamo e non il contrario! E questo è un aspetto che non si può pubblicizzare in pochi secondi…

Certo i tempi sono cambiati ed è giusto che l’offerta di beni e servizi cambi di pari passo e infatti lasciamo che le industrie del dentale utilizzino al meglio le risorse economiche a loro disposizione ma non pensiamo che sia necessario competere sullo stesso piano. Il nostro vantaggio competitivo sta da un’altra parte, a distanza siderale. Noi, invece di criticare e lamentarci, dobbiamo imparare a scovare questo vantaggio e a valorizzarlo nel modo corretto.

Sto lavorando e ascolto in radio la pubblicità che mi parla di cento cliniche e io penso a quanti sacrifici mi è costato costruire il mio studio. Mi parla di offerte meravigliose e io penso al tempo, all’energia e alla dedizione che ogni giorno offro alle persone che entrano nel mio studio. Mi parla di visita senza impegno e io penso all’impegno che ogni volta mettiamo in studio per venire incontro alle esigenze delle persone che ci mettono in mano la loro salute.

Michele Rossini

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Perché comunicazione visiva, perché social

La comunicazione visiva ricopre oggi un ruolo fondamentale, se non ti evolvi rischi di estinguerti.

Mai come in questo periodo storico è stato così semplice correre il rischio di diventare irrilevanti e scomparire dall’attenzione dei propri consumatori. Questa è la pena per chi commette l’errore di non essere sensibile alle dinamiche sociali attuali. Sto parlando di quella che viene ormai definita la deriva visuale del web.

Tutti noi che abbiamo fatto le medie siamo abituati a questo termine utilizzato per la descrizione di un fenomeno planetario chiamato appunto la “deriva dei continenti”. Siamo in grado di visualizzare l’idea dei continenti che muovendosi,  in milioni di anni hanno condizionato la vita sul nostro pianeta. Oggi in un miliardesimo di quel tempo, un’altra deriva sta condizionando la nostra esistenza, tanto da poter essere paragonata a quel fenomeno geologico così devastante e radicale per la storia dell’umanità. L’evoluzione delle piattaforme di comunicazione tra gli esseri umani sta influenzando il modo in cui persone e cose si relazionano tra di loro.

Assistiamo da protagonisti all’evoluzione della comunicazione online verso i contenuti visuali. Psicologia e sociologia ormai abbondano di studi che analizzano l’impatto che la comunicazione visuale ha sulle nostre vite, evidenziando come più del 90% di quello che comunichiamo è di tipo non verbale. Il nostro cervello impiega molte più energie a leggere un testo, piuttosto che a riconoscere e interpretare il significato di un’immagine, si potrebbe dire che ragiona per immagini e differenze rispetto alle rappresentazioni che conosce.

Qualche anno fa si è visto come la lettura sul monitor risultasse più difficoltosa rispetto a quella sulla  carta stampata, con un dato di almeno il 25% di deficit di attenzione. Oggi le statistiche sui tipi di contenuti più visti, cliccati, condivisi e commentati della rete, ci dicono che i video e le immagini rappresentano il linguaggio principale, dominando la comunicazione in modo immediato e coinvolgente. Il 90 % delle informazioni che vengono trasmesse al cervello sono di tipo visivo e le immagini vengono assimilate e processate 60000 volte più velocemente rispetto ai testi scritti.

Se qualcuno pensa che sia ancora possibile evitare di partecipare di persona o con la propria azienda  a questo immenso fenomeno, corre il rischio di subire il più semplice e antico dei processi da parte della storia: l’estinzione.

Io come amministratore delegato e responsabile di un’azienda che dà lavoro ad alcune decine di persone non posso permettere che questo accada. Ci stiamo evolvendo insieme alla nostra specie, diventiamo social.

Michele Rossini