L’illusione dei denti sani

Avere denti e bocca sana non è un’illusione ma il frutto di tante piccole azioni concrete. Possiamo impararle insieme.

Se ci attacchiamo anzi, quando ci attacchiamo, (perché prima o poi tutti lo facciamo), a un’illusione è finita. Non starò qui adesso a riflettere sui massimi sistemi che governano le illusioni che possono distruggere la nostra vita ma mi limiterò a parlare di un’illusione chi si presenta spesso nel lavoro che faccio: l’illusione della bocca sana.

Ci si illude perché si usa il collutorio di avere una bocca sana, ci si illude che con una bella spazzolata ogni tanto si possano avere dei denti puliti, ci si aspetta che stando sempre a casa senza mai fare una visita di controllo dal dentista si possa stare al sicuro e in salute, poi ci si aspetta che il dentista faccia miracoli e in poco tempo e con minima spesa sia in grado di farci stare in salute e meglio di prima.

Si guarda una rivista e l’illusione diventa quasi reale, un paradiso di denti bianchissimi perfetti, senza difetti, come tutto il resto e ci si illude che questa possa essere la realtà. Quando ci si afferra a questo tipo di illusione si comincia ad esser tristi, infelici.

Illusione viene dal latino ludere scherzare e questo ci fa connotare l’illusione nel senso di falsa speranza, che ci brucia di più.
Il senso più ampio è comunque quello della distorsione di una percezione. Un vero ritornello della nostra vita dove il contrasto fra apparenza e realtà, percezione di sé e quella degli altri, è parecchio sentito.

Spesso nel mio lavoro mi sento come un soldato che combatte contro le illusioni. A volte ci riesco, a volte sono troppo forti e radicate nella persona che ho di fronte e devo addirittura stare attento a non cascarci pure io.
L’aspetto peggiore delle illusioni rimane comunque la negazione della concretezza.

Se ci illudiamo evitiamo di fare ciò che è veramente necessario e utile, siamo bloccati e non possiamo dedicarci a lavorare per la nostra salute. Avere denti e bocca sana non è un’illusione ma il frutto di tante piccole azioni concrete. Possiamo impararle insieme.

Michele Rossini

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Il grande sogno, la grande illusione

La soluzione non sta nell’imporre la nostra opinione come vera ma sta nella possibilità di entrare in risonanza con la fetta di società che ci circonda.

 

Spesso, ed è una caratteristica tipica della nostra specie, manifestiamo la capacità di credere che quello che facciamo abbia un significato e un impatto molto più grande di quello che potremmo sperimentare nella realtà. Abbiamo la goffa pretesa di poter decidere e ragionare come se dalle nostre parole potesse veramente scaturire la soluzione in grado di modificare un intero settore o addirittura una fetta di società. Pensiamo per esempio alla polemica accesissima di questi giorni che mira a rendere la popolazione consapevole di come le cure dentarie possano essere erogate nel migliore dei modi in alcuni studi e in altri no, oppure di come le persone debbano capire dove sta la qualità e dove invece no.

Un altro esempio che mi è molto vicino riguarda le nuove tecnologie. Si pensa che si possa ancora decidere autonomamente se entrare in un trend o restarne fuori e soprattutto si ha la convinzione che in un caso o nell’altro, grazie alla nostra decisione, una larga fetta della popolazione, influenzata dalla nostra opinione, ci seguirà. Questa è una pura menzogna e la cosa più grave è che questa bugia la raccontiamo a noi stessi. Non è la tecnologia che sta cambiando il mondo e di conseguenza il nostro settore, così come non è il fatto di essere correttamente informati su dove sta la qualità rispetto alla convenienza che guiderà le scelte di una intera società verso un determinato tipo di servizio. Chi ci crede, vive nel sogno e vedrà la sua impresa perire a causa della sua stessa illusione. La rivoluzione non la fanno gli studi “buoni” così come non la farà il CAD/CAM o le altre tecnologie. La vera rivoluzione la stanno già facendo i pazienti, che vivono in una società governata da nuovi modelli economici che sono determinati da scelte politiche generali, che si esprimono con realtà burocratiche imprescindibili.

Cosa possiamo fare noi a questo punto?

La soluzione non sta nell’imporre la nostra opinione come vera ma sta nella possibilità di entrare in risonanza con la fetta di società che ci circonda. Significa osservare attentamente, mettersi in ascolto attivo dei suggerimenti e dei segnali che arrivano dal mercato, (una parola che fa venire l’orticaria a molti nel nostro settore), sapendo che il nostro mercato sono le persone. Ascolto attivo significa apprendere ciò che ci viene comunicato senza pensare di sapere già le risposte, senza avere la pretesa di conoscere le soluzioni e soprattutto rispettando le regole di una società che si trasforma completamente ogni pochi anni.

Con questo tipo di ascolto si riesce a capire quali sono i bisogni reali della persona reale che ci sta di fronte e si comincia ad agire trovando le soluzioni concrete e giuste, al momento giusto per quel determinato problema pratico…con buona pace di chi vuole vivere in un sogno.