Il vero capitale di un’azienda sono le persone

Persone preparate, motivate e costantemente valorizzate sono il vero capitale del tuo studio.

 

Ogni tanto mi capita di andare in studio in orario di chiusura o alla domenica. Lo studio è lo stesso di sempre e, con le dovute differenze, è praticamente uguale a tutti gli studi dentistici che conosco: la reception, gli uffici, le stanze, i riuniti, gli strumenti per lavorare, le attrezzature tecnologiche, i computer. Qualche volta mi viene in mente quanto mi è costato tutto questo, sicuramente molto. Eppure sento di non essere di fronte al vero capitale della mia azienda. Manca qualcosa e quel qualcosa sono le persone. Uno studio vuoto, senza le persone che vi lavorano ogni giorno, senza la loro motivazione, il coinvolgimento, la passione, la valorizzazione non vale nulla di più del costo di macchine destinate ad invecchiare precocemente. Non esiste capitale economico senza capitale umano. Possono portare via tutto ma non possono portarmi via il lavoro che le persone hanno fatto in studio e quello che continueranno a fare.

Il capitale umano, le persone creano il vero capitale economico attraverso tre passaggi fondamentali:

  1. Sono le persone che fanno andare avanti lo studio tutti i giorni, che lavorano, utilizzano le attrezzature, comunicano tra loro e con chi arriva, offrono il servizio migliore possibile.
  2. Sono le persone che realizzano la Mission dello studio, che condividono i progetti a lungo termine, che lavorano per realizzare il sogno su cui si basa l’attività di tutti i giorni.
  3. Sono le persone che, realizzando la Mission dello studio, lo rendono un punto di riferimento per la società che lo circonda conferendo un valore per la comunità, che va al di là del semplice lavoro svolto quotidianamente.

Possiamo facilmente colmare qualsiasi gap dal punto di vista tecnologico, organizzativo, clinico ma difficilmente possiamo colmare un gap legato alla mancanza di persone preparate, motivate e costantemente valorizzate. C’è un altro aspetto molto interessante ed è riferito al fatto che il capitale umano è composto dalle persone e dai loro talenti e può, per definizione, essere paragonato all’investimento in un bene che produce nel tempo un certo rendimento. In questo senso può anche essere misurato. Possiamo, ad esempio, calcolare in quale misura un anno di formazione in più, aumenta i benefici netti individuali. Se aumentiamo le competenze, quali e quanti benefici ne ricaveranno i vari settori dello studio? Se lo possiamo misurare, questo rendimento, possiamo anche capire come sia una misura proporzionale alla capacità stessa dello studio di attingere alle possibilità in essere mentre sostiene, allo stesso tempo, lo sviluppo del potenziale di crescita umano. Tutto questo realizzato attraverso la formazione e altre azioni di sviluppo organizzativo.

Guidare questo tipo di apprendimento, diventa sempre più un compito essenziale e centrale per il dentista titolare nei riguardi delle persone che collaborano nella sua realtà.

Michele Rossini

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Offrire qualità costante

Se vogliamo valore dalle persone, offriamo qualità in maniera costante.

La qualità di comportarsi e di fare le cose sempre allo stesso modo. Questa è la consistenza.

Questa è la maniera per ottenere sempre il massimo da quello che facciamo. Dobbiamo essere consistenti. Non basta la performance di un giorno o di un periodo. Bisogna lavorare per ottenere un risultato facendo le azioni giuste e utili dopodiché bisogna lavorare per mantenere quel risultato essendo consistenti nel mantenere il giusto grado di energia..

Una volta si ammoniva, chi otteneva risultati straordinari e irripetibili, a non adagiarsi sugli allori. Oggi questo modo di dire non solo è vero più che mai, ma rappresenta l’atteggiamento che deve avere chi vuole sopravvivere in un mondo che cambia senza sosta. Ottenere un risultato è solo l’inizio del fallimento se non interviene appunto la consistenza, cioè la capacità di ripetere la prestazione dall’inizio. Valorizziamo le persone, le aiutiamo a ottenere risultati straordinari sfruttando i loro talenti e poi, a volte, ci dimentichiamo di loro, o meglio tralasciamo il fatto che la valorizzazione sia un processo continuo che richiede un apporto di efficienza costante.

Ogni tanto in studio, con le persone che mi aiutano, ho la sensazione che si facciano dei passi indietro rispetto allo standard a cui ci siamo abituati. In realtà, quello che noto è appunto una perdita di valore delle azioni che vengono fatte in favore di una gestione più anonima e con meno dispendio di energia. Mi accorgo immediatamente di questo e penso che siano le persone a perdere valore, a rendere di meno e a ritornare sui vecchi passi. Poi mi fermo, e mi accorgo di quanto grande sia il mio errore. Come sempre il valore che le persone ci danno dipende direttamente dal valore che noi per primi sappiamo offrire.. E l’offerta, non solo deve rappresentare una ricchezza ma deve essere supportata dalla consistenza e cioè dalla capacità di rendere quel valore più un’abitudine che un’eccezione.

Non possiamo aspettarci consistenza da chi abbiamo valorizzato, come se fosse un requisito che una volta offerto deve essere considerato di per sé una consuetudine. Dobbiamo aspettarci che ci venga restituito un valore, ogni volta che noi saremo capaci di offrirne altrettanto. Il vero problema tuttavia non è capire questo rapporto, che qualcuno potrebbe considerare scontato. Il problema sta nel fatto che, dal momento che il nostro mondo, e la società che lo rappresenta, cambia alla velocità della luce, noi dovremo adeguarci al cambiamento e riuscire ad essere sempre consistenti nella valorizzazione delle persone che abbiamo di fronte, ricominciando dall’inizio tutte le tappe che portano al risultato di valore.

Michele Rossini

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Le persone non cambiano, per fortuna!

Valorizzare il talento non è un lavoro facile ma deve essere costante per permetterci di ottenere degli ottimi risultati.

 

Possiamo tirare fuori quello che c’è dentro le persone, possiamo scoprire talenti che nemmeno loro pensavano di possedere e di poter utilizzare ma non possiamo mettere qualcosa di nuovo e non siamo in grado di modificare l’essenza e le caratteristiche peculiari con le quali una persona è venuta al mondo. La valorizzazione delle persone significa proprio avere l’opportunità di trovare talenti inaspettati e inutilizzati e dare a questi talenti una possibilità di esprimersi e di essere utili per qualcosa e per qualcuno.

Questo lavoro è complesso all’inizio, richiede condivisione degli sforzi, collaborazione ma soprattutto, fiducia in sé stessi e nella persona che sta di fronte. I risultati sono immediati. La persona consapevole del proprio valore si addormenta in un modo e si sveglia con una visione di sé e del mondo completamente diversa. Il rapporto che si crea all’inizio del processo di valorizzazione è speciale; l’entusiasmo è tanto ed è facile aderire al progetto di valorizzazione.

Tuttavia, dopo qualche tempo, potrebbe venire a mancare un aspetto che all’inizio non si nota ma che, proprio con l’andare avanti del tempo, emerge e, se non considerato, potrebbe vanificare tutti gli sforzi sostenuti sino a quel momento. Questo aspetto riguarda la consistenza. Questo termine indica la capacità di aderire ad un programma e di mantenere un livello adeguato di energia e di sforzi tale da permettere di proseguire nella valorizzazione e di ricavare tutti i benefici di questa procedura.

Valorizziamo il talento, consapevoli che non sarà un lavoro facile e soprattutto che non sarà un compito che potrà finire ma che richiederà un continuo apporto di energia e applicazione per mantenere alto il livello del risultato.