Quando tutto lo studio ruota solo attorno a te

Sei il centro del tuo studio? Nulla può funzionare al meglio se tu non ci sei?

Fino a qualche anno fa, quando mi chiedevano di rappresentare graficamente il mio studio, io cominciavo sempre con il disegno mettendo il mio nome al centro del foglio. Attorno a questo mi sbizzarrivo nel disegnare tutti gli aspetti che gravavano sullo studio: tutte le persone, assistenti, segretarie collaboratori, i pazienti, le aziende esterne, i fornitori, il commercialista, i laboratori, la tecnologia, la struttura, le norme, la gestione, i vari software e chi più ne ha, più ne metta.

Ero molto orgoglioso del risultato: una vera impresa, la mia impresa dove tutto ruotava attorno a me, dove io ero il motore principale ma anche insostituibile. In quel caso il sistema che avevo creato portava il mio nome impresso su ogni processo e procedura, su ogni aspetto, dal più grande al più piccolo. Ho cominciato solo in seguito a rendermi conto di quanto quel sistema dipendesse da me. Mi ricordo anche il momento preciso, come una specie di folgorazione. Un giorno mi hanno chiamato dalla segreteria mentre stavo lavorando su un paziente. Io ho smesso di lavorare, ho tolto i guanti, ho preso la telefonata per scoprire che il problema era una lampadina bruciata nello studio 2, problema a cui nessuno sapeva porre rimedio senza mie indicazioni.

Di colpo mi sono reso conto che tutte le volte che io ero impegnato altrove, per la cura di un paziente, per un corso, per una conferenza o per affari personali, lo studio si bloccava, incapace di continuare la sua marcia abituale. Come una automobile che, nonostante sia provvista di tutto ciò che serve per funzionare al meglio non potesse mettersi in moto per la semplice mancanza del conducente con le sue chiavi. E questo è stato solo l’inizio! In seguito ho scoperto che questa dipendenza del mio studio da me, rendeva automaticamente me schiavo dello studio.

Essere il sistema, creare un sistema totalmente dipendente dalla mia presenza o dalla mia azione iniziale non era stata un’ottima strategia soprattutto quando questa condizione cominciava a togliermi il gusto e il divertimento nel fare quello che più mi piaceva al mondo e cioè curare i miei pazienti. Ma se vogliamo guardare al bicchiere mezzo pieno, in quel momento, con quella pesantissima consapevolezza davanti a me, ho cominciato il percorso che mi ha portato a non essere il sistema ma ad avere un sistema progettato e costruito con l’unico scopo di permettere alla mia impresa di funzionare al meglio senza la mia presenza ma soprattutto di permettere a me di dedicarmi solo a ciò che più mi dava soddisfazione e in particolar modo all’aspetto clinico della mia professione.

Michele Rossini

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3 cose che fanno funzionare il tuo studio

Quali sono le 3 cose che fanno davvero funzionare il tuo studio?

 

In fondo non servono molte cose per far funzionare uno studio o meglio, ho scoperto che non servono molte cose per far funzionare il mio studio e vorrei condividerle in modo da poter contare su altre opinioni ed esperienze.

Queste sono le tre cose a cui non potrei mai rinunciare. Non sono scritte in ordine di importanza perché se ne manca anche solo una sono certo che nessuna impresa potrebbe funzionare.

Le persone.

Il sistema (che funziona).

L’energia.

Le persone sono il vero valore di uno studio. Tutte le persone. Attenzione a non pensare alle persone come ad un costo ma come ad un valore. Se pensiamo al costo sappiamo che questo potrebbe aumentare o ridursi a zero. Il costo è qualcosa che ci può essere sottratto. Se una persona fosse un costo allora potrei anche eliminarla, potrei decidere di fare a meno del suo lavoro, delle sue competenze. Se la persona è un valore le cose cambiano. È difficile che un valore ci venga sottratto così come è difficile pensare di fare a meno del valore delle persone che danno il loro meglio per l’impresa che abbiamo creato. Ogni volta che scriviamo su un foglio quanto abbiamo prodotto, quanto abbiamo fatturato o abbiamo incassato, a quanto ammonta la cassa dello studio, dovremmo sempre aggiungere un numero che rappresenti per noi il valore delle persone che condividono la nostra impresa. Solo in quel momento, tirando una riga e facendo la somma, avremmo ben chiaro, sotto gli occhi, il patrimonio a nostra disposizione.

Il sistema (che funziona) è l’apparato scheletrico della nostra impresa. Lo scheletro contiene gli organi interni e li mantiene in posizione e in funzione, sostiene i muscoli e permette di scaricare la loro forza obbedendo agli ordini del cervello. Il sistema tiene in piedi tutta l’organizzazione. Che cosa significa avere un sistema che funziona? Il sistema funziona quando ha come unico scopo quello di permetterci di fare al meglio il lavoro che più ci piace. Essere il sistema significa essere in ogni momento condizionati e limitati senza possibilità di dare il meglio di noi stessi. Il sistema che funziona lavora per noi e non il contrario.

L’energia. Fin da bambini sperimentiamo che nessun giocattolo a molla o a batterie può funzionare senza l’energia necessaria. Il nostro studio è il nostro giocattolo più bello, più complesso e con il quale più ci piace passare il tempo e ha bisogno di una enorme quantità di energia per funzionare. Purtroppo l’energia di cui parlo non si può comprare dalla società elettrica ma deve essere creata dalle persone che vi lavorano, ogni giorno. L’energia deriva dall’entusiasmo, dalla passione e dalla capacità di raggiungere i propri obiettivi espressa da persone che vogliono sempre dare il meglio. Dobbiamo sempre preoccuparci di mantenere nello studio il giusto grado di energie gestendo le persone in modo da nutrire il loro fisico, il loro cuore, la loro mente e il loro sogno. Se riusciamo in questo allora avremo a disposizione una vera e propria fonte di energia pulita, rinnovabile e praticamente inesauribile.

Nel mio studio quasi 40 persone utilizzano questo tipo di energia per far funzionare il sistema. Come funziona da voi?

Michele Rossini